Impianto di biogas a Zimmardo. La vicenda sul tavolo del soprintendente di Ragusa. Saranno presenti le parti.

L’iniziativa del sindaco di Modica sintetizza il consiglio comunale aperto

La questione legata alla realizzazione di un impianto di biometano in contrada Zimmardo Bellamagna che ha impegnato una seduta del consiglio comunale in adunanza aperta finisce sul tavolo della soprintendenza di Ragusa. Il sindaco, Ignazio Abbate, impegnandosi con l’assemblea in questa direzione, si è da subito attivato per concordare un incontro, ciò avverrà lunedì 2 dicembre p.v., alla presenza del sindaco di Pozzallo, del titolare dell’azienda che intende realizzare la struttura e dei tecnici al fine di determinare una soluzione.

Il presidente del consiglio comunale Carmela Minioto ad apertura di lavori legge una nota a firma dell’on Stefania Campo, parlamentare all’ARS del Movimenti Cinque stelle che dichiara che non si può accettare che venga costruito un impianto con queste caratteristiche a soli 700 m da un centro abitato di Pozzallo. La localizzazione degli impianti dovrebbe, infatti, rispondere a criteri di distribuzione omogenea fra i territori comunali e presupporre una preventiva, reale, stima del carico ambientale tollerabile dal contesto territoriale in cui l’opera è localizzata. In ogni caso sussistono non pochi dubbi sulla procedura seguita per autorizzare l’impianto. A nostro avviso sarebbe stato più opportuno seguire quell’ordinaria disciplinata dal d.lgs. 152/2006, e dunque il rilascio della Valutazione d’Impatto Ambientale da parte dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente ed eventualmente dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte dell’Assessorato regionale Energia e Rifiuti. Il dubbio è:’Chi controllerà che questo impianto produrrà, sempre, non più di 499 metri cubi/ora di metano? Possiamo dirci convinti che sia ragionevole dubitare di questo dato di produzione? Perché, altrimenti, non calibrare la produzione su numeri diversi? Si può ritenere una sorta di escamotage per intraprendere un iter autorizzativo più celere e snello? Poi si chiede del come mai non sia stata invitata ad esprimere un parere la soprintendenza di Ragusa attesa l’importanza e la complessità della questione in termini di impatto ambientale. La Regione sicuramente utilizzando l’ordinaria procedura di VIA, avrebbe preso in considerazione sia i vincoli archeologici sia la pochissima distanza dal centro urbano del comune limitrofo dando un parere più congruo alle reali caratteristiche del territorio.

Il presidente della Società Biometano ibleo arl che intende realizzare l’opera, Michele Leocata sottolinea che il progetto è stato approvato nel rispetto delle norme in una zona bianca, considerato che la tipologia dell’intervento non consente di poterlo realizzare nè in una zona industriale né a quelle soggette a vincoli. Demanda poi al progettista e a un esperto del settore biogas, docente universitario e un biologo dell’impianto, il resto delle spiegazioni di carattere tecnico.

Il direttore del Consorzio italiano di Biogas, dr. Cristian Curlisi, i cui soci, settecento, sono aziende agricole che  promuovono lo sviluppo del biogas e del biometano al fine di dare un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi fissati a livello comunitario e nazionale sulla promozione e sull’uso dell’energia da fonti rinnovabili, illustra attraverso slide l’entità del fenomeno.

Espone la geografia nazionale degli impianti che sono diciottomila in Italia che impiegano dodicimila posti di lavoro e precisa che il processo produttivo è ciò che entra non è un rifiuto ciò che esce non è un rifiuto.

Nell’ambito di una crescita esponenziale di CO2 che sta determinando un cambiamento del clima con sconvolgimenti imprevedibili è necessario invertire la rotta ovvero ridurre, con l’impiego di fonti rinnovabili, la tendenza anche se ciò non basta perché bisogna determinare produzioni biologiche ed ecosostenibili come il biometano.

Il dato importante e che si utilizzano scarti di agricoltura che rimarrebbero nel suolo. Si produce con un processo di lavorazione di biogas utilizzabile. Le aziende agricole che lo utilizzano entrano in un circolo virtuoso di produzione. Grazie all’inversione ecologica s’inverte un ciclo. Il processo della digestione aerobica sta alla base del processo innovativo.

L’INAIL a tutela della salute dei lavoratori ha accertato, attraverso uno studio sugli impianti di biogas esistenti, un rischio basso atteso il processo abbattimento del numero dei batteri.

Il biometano è utile per la trazione di mezzi pubblici come impone l’Europa. Il metano ha emissioni minime. Nel Trentino è molto impiegato a tutela dell’ambiente sia il biometano sia il biogas.

Il dr. Claudio Fabbri esperto di biologia e di  produzione di biometano illustra l’impianto che dovrebbe sorgere in c.da Zimmardo Bellamagna.

L’area costruire è di circa due ettari con vasche di ricevimento di biomasse, ovvero organismi animali o vegetali presenti in un dato ambiente (scarti di olive, di cereali, di ovaiole e animali da carne, e liquami di bovini da latte o di arance) a secondo le stagioni dell’anno ma vanno raccolte in modo sufficiente per garantire l’approvvigionamento tutto l’anno.

Le vasche previste sono chiuse ermeticamente e generano biogas  ovvero una miscela di vari tipi di gas, composti principalmente da metano, prodotti dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) dei residui organici provenienti da residui vegetali o animali.

e vasche sono sette di cui quattro generano il biogas e le tre vasche sono previste per lo stoccaggio del digestato. Si tratta nel complesso della lavorazione di 150 tonnellate al giorno.

Il consigliere Tato Cavallino valuta che un progetto di questo tipo è condivisibile ma esprime il rammarico di non sapere di cosa si sta parlando; un argomento di questa natura andava discusso nelle città interessate ovvero esercitare il diritto di sapere prima. Ci sono dubbi: perché nella conferenza di servizio non è stata inviata la soprintendenza ? si vuole realizzare in una zona bianca circondata da vincoli? Non si può fare un impianto di questo tipo a settecento metri di distanza da Pozzallo e a due chilometri da Marina di Modica. L’impianto non è stato classificato e ci sono punti da chiarire non ultimo il problema dei cattivi odori nell’area e cosa ciò determinerà dal punto di vista socio economico?

Il consigliere Salvatore Poidomani rileva che sono state evidenziate delle illegittimità già nelle attenzioni del ricorso al TAR. Nessun pregiudizio nei confronti di questi tipo di impianti. Il problema è l’allocazione di questo impianto catalogabile tra le industrie insalubri in zona di una bellezza incomparabile. In quell’area doveva sorgere un kartodromo e ciò non è stato consentito a motivo di cause amministrative e penali che si sono conclude con condanne e grandi risarcimenti. La questione è politica. Ci vogliono imprenditori illuminati che investono guardando alla tutela dell’ambiente. Quello che si doveva fare un anno fa si sta facendo adesso ovvero coinvolgere le città di Modica e Pozzallo nel dibattito su questa iniziativa. La questione è anche legata alla salubrità delle falde acquifere e la problematica è stata portata nelle attenzioni dei funzionari con il sindaco che è dentro questo ragionamento tanto che ha dato mandato all’avvocatura di resistere davanti al Tar in ordine all’opposizione all’iniziativa, causa che ancora deve essere posta a ruolo.

La presidente del consiglio comunale di Pozzallo, Quintilia Celestri, rileva che è importante far valere i diritti della cittadinanza e la politica su questo versante sta fallendo. Sono state raccolte diecimila firme control’allocazione in quel sito dell’iniziativa che si vuole portare avanti e precisa che Pozzallo non è contro il biometano ma bensì contro l’allocazione in quell’area vicina alla città che ha un territorio limitato. La periferia a Pozzallo è già area urbana. Perché non farla in un’altra zona bianca che non sia Pozzallo ? Si deve trovare una soluzione al problema attraverso il dialogo. Bisogna bloccare l’autorizzazione e poi ci si confronta con il Comune di Pozzallo.

Il dr. Cristian Curlisi precisa che ci sono cittadini in Lombardia che vivono a trecento metri dagli impianti.

L’Avv. Enzo Galazzo vuole che questa ferita si rimargini e farà di tutto perché questo impianto non sorga in quell’area. Pozzallo è reduce da esperienze precedenti dove gli impianti sono stati presentato con positività, con impiego di forza lavoro, con rispetto dell’ambiente.

Il risultato è stato poi che i cittadini di Pozzallo hanno dovuto vivere in una condizione di sudditanza all’inquinamento atmosferico. Dall’area ASI arriva aria puzzolente che si riversa su Pozzallo.

Lo stesso vale per l’impianto di biometano che si vuole realizzare.

Ci sono aspetti che lo lasciano perplesso come la mancata partecipazione della soprintendenza che non è stata invitata alla conferenza di servizio e quindi non ha potuto esprimere il suo parere.

Al sindaco di Modica rileva che doveva contattare il collega di Pozzallo in modo preventivo.

Ricorda che quell’area è sottoposta a vincolo archeologico ed è vicino ad un torrente. In quell’area una pietra non sarà mai messa.

Massimo Solarino, consigliere comunale di Pozzallo, denuncia il fallimento della politica perché i funzionari del comune di Modica danno l’avvio all’iter all’autorizzazione al progetto contro gli interessi di una comunità: quella di Pozzallo. In tempo record in agosto sono state date le autorizzazioni. Invita a sospendere l’iter perché non è corretto giocare sulla pelle dei pozzallesi.

L’investimento che si vuole fare è inferiore agli interessi che si devono tutelare, come il diritto alla salute. I cittadini fanno fronte comune per opporsi a questo progetto e si trovi invece una soluzione condivisibile.

Salvatore Cicero, consigliere comunale di Pozzallo, informa che il sindaco di Pozzallo intende incontrare il sindaco di Modica sin da domani per affrontare con i tecnici il problema.

Esperiente d’impianti a rischio Pozzallo ha subito per cinquant’anni il cementificio a pochi metri dal centro urbano. Annuncia azioni clamorose da parte dei consiglieri comunali.

Il prof. Vizzini a nome del movimento Cinque stelle di Modica dichiara di essere favorevole alle energie alternative compatibili con il territorio, ma perplessità enormi rileva sulla localizzazione dell’impianto di cui si sta parlando. C’è un difetto nella mancata pianificazione urbanistica del territorio da parte delle vecchie amministrazioni e il risultato è questo. La competenza di questi impianti è della Regione Sicilia a cui viene demandata la politica dei rifiuti. Ma non potendo essere così ci devono pensare i Comuni.

La proposta del Movimento Cinque Stelle è che le amministrazione sottoscrivano un documento in cui si esprime l’intenzione di pianificazione una politica del territorio da subito con la identificazione delle zone dove allocare questi tipi di impianti.

Giovanni Avola, già segretario generale della CGIL di Ragusa, si è reso conto delle procedure e delle scelte e quindi è necessario trovare una proposta operativa che va rivolta al sindaco di Modica e al responsabile del SUAP. Non c’è la percezione del disagio della comunità di Pozzallo e bisogna trovare una soluzione altrimenti la situazione diventerà esplosiva. Ricorda la mancata realizzazione dell’ impianto di pollino a Ciaceri Cammaratini, negli anni ottanta, che non fu fatto grazie alla rivolta della popolazione. Non si può fare un impianto di questa natura senza il parere della soprintendenza che avrebbe potuto dare delle prescrizioni tali da far superare le difficoltà. Non si tratta di un impianto agricolo è un impianto industriale che produce 499 metri cubi ora di metano. Invita la PO del settore urbanistica a sospendere il provvedimento, si rifaccia una nuova conferenza di servizio invitando la soprintendenza e gli altri comuni di Ispica e Scicli e si troverà una soluzione condivisa.

La consigliera Ivana Castello valuta che le paure non sono infondate. L’ARPA si è espressa dicendo che il progetto può essere realizzato con delle prescrizioni che indicano un rischio che ricade sulla popolazione che vive in quell’ambiente. E’ un impianto che va gestito con attenzione ed è il luogo che non è adatto per poter ospitare un impianto di questo tipo attese le emissioni di gas.

Interviene il dr. Nicola Bernardi incaricato del progetto e dichiara che la soglia per il biometano è di 499 metri cubi ora in Italia. Sono state fatte tre conferenze di servizio e i partecipanti hanno chiesto specifiche notizie sull’impianto. Il controllo prevede procedure di applicazione sul biometano che sarà misurato sotto la vigilanza del GSE (Gruppo Servizi Energetici) e non può essere superato il limite di 499 metri cubi ora.

L’ARPA nella prima conferenza di servizio, in ordine agli odori come la pollina, ha fornito risposte tecniche sul progetto con il superamento dei dubbi.

Sulle distanze dei centri abitati ci sono impianti a seicento metri di distanza. La Sicilia non ha normato in materia ma nella fattispecie ci sono case a distanze superiori. Il calore prodotto dall’impianto può essere utilizzato ad uso civile dove compatibile con le distanze.

I cittadini che sono intervenuti nel dibattito hanno rilevato i pericoli alla salute e all’ambiente che possono essere provocati dell’impianto che si vuole costruire. Tant’è che sono state raccolte ottomila firme. Per protesta i residenti della zona consegnano simbolicamente le chiavi della propria casa al sindaco di Modica. Ci sono aspetti giuridici, politici che emergono dall’autorizzazione concessa. L’impianto farà saltare Pozzallo, Marina di Modica e poi Maganuco. Si sta realizzando un impianto di trattamento di biomassa con tutto ciò che ne consegue compresa una discarica per il trattamento dei rifiuti. Viene replicato che nessuna autorizzazione è stata fatta per i rifiuti ma bensì dei sottoprodotti: si rischia di parlare di altre cose. Preoccupa la scelta politica che si vuole fare. Il presidente del consiglio comunale di Pozzallo propone al sindaco di Modica di intervenire.

Il sindaco, Ignazio Abbate, dopo avere ascoltato tutte le opinioni con un dialogo che non può essere precluso a nessuno asserendo che ciò lo testimonia la storia quotidiana di quest’amministrazione nell’ascoltare i cittadini.

Le strategie politiche nascono nei tempi e si tramutano in atti. Ci sono state decisioni che in questo territorio sono state subite dagli agricoltori, parla con testimonianza diretta. Pensa che quando sia stato pianificato dove potere allocare le attività produttive, le scelte non sono avvenute a Modica, non a Pozzallo e non a Ragusa. Il 10 agosto del 2010 a Palermo alla Regione Siciliana dove si è deciso, con l’approvazione del Piano Paesaggistico, cosa doveva succedere nel nostro territorio. Oggi c’è una situazione disastrosa. Modica ha il carico di caseifici che scaricano liquami nei nostri impianti. Bisogna evitare di inquinare le falde acquifere. Qualsiasi azienda oggi che inoltra una richiesta al Comune di Modica, si tratti di biogas o di altro, per realizzare un insediamento produttivo in quel luogo si devono rilasciare le autorizzazioni. Valuta che non c’è nessun problema ad incontrare il sindaco di Pozzallo.

Domani, oggi per chi legge, chiamerà il sindaco Roberto Ammatuna e il soprintendente di ragusa Giorgio Battaglia e i titolari dell’azienda per analizzare la soluzione al problema che va approfondito. Fermo restante la legittima degli atti fatti dall’ufficio per il rilascio dell’autorizzazione che può essere oggetto d’impugnativa. (Il sindaco già stasera –ieri sera per chi legge- si è attivato per l’incontro che avverrà lunedì 2 dicembre)

I cittadini rispetto a questa proposta chiedono la sospensione dell’iter della realizzazione dell’impianto.

Il segretario del PD di Modica, Castrusini si dichiara favorevole all’iniziativa. Ma valuta che la dimensione di questo impianto e dove si vuole allocare lo trovano in disaccordo. Allora è necessario individuare un altro sito più adatto e consono dal punto di vista ambientale. Prende atto della proposta del sindaco ma l’impresa può iniziare l’attività costruttiva nel sito. Ritiene necessario il parere della soprintendenza. I cittadini non sono stati coinvolti nell’esproprio dei terreni alterando così il procedimento che va sospeso e invita gli uffici a farlo.

Il presidente del consiglio comunale di Pozzallo ha avuto la parola del sindaco di Modica che si è impegnato ad invitare il sindaco di Pozzallo e gli uffici coinvolti in questa pratica e si cercherà di evidenziare le perplessità emerse negli interventi nella direzione di individuare una soluzione al problema. Crede nel sindaco di Modica in parola.

Antonio Ruta in rappresentanza del comitato “Cento Passi” per Modica rileva mistificazioni della ditta e dell’amministrazione: l’attività che sia rispettosa delle norme al di là dei contenuti pone il problema delle conseguenze che incidono sulla ”carne viva” delle persone; non condivide l’atteggiamento dell’amministrazione che non vuole immischiarsi con la burocrazia e non intende incidere sulla scelta che si è fatta.

L’area scelta è a vocazione agro turistica e non per altro.

L’altra mistificazione è quella che si parla d’impatto compatibile dal punto di vista ecologico.

Siccome si fa il biometano si combatte in questo modo l’effetto serra che va combattuto invece con le energie alternative. Il riciclo degli scarti va fatto per alimentare la propria produzione.

Contrari all’idea di combattere l’effetto serra che va ostacolato con i gas che si producono. Quello che si vuole fare è un impianto industriale che presenta problematiche e rischi come afferma e dimostra l’Istituto superiore della sanità dando lettura delle conseguenze derivanti alla salute dal trattamento delle biomasse. Dei rischi le due comunità non hanno saputo nulla e hanno scoperto a cose fatte quello che sta accadendo. L’amministrazione comunale di Modica faccia il suo dovere sospenda o revochi l’autorizzazione.

Il consigliere Giovanni Spadaro obietta che non si possono invitare i parlamentari al consiglio comunale aperto quando si sa che sono altrove e non possono presenziare.

Ribadisce che non sono contrari all’impianto ma tanto al fatto che deve sorgere in quella zona; valuta che sia necessario dotarsi del parere della soprintendenza che aveva il diritto di partecipare alla conferenza di servizio; la stessa soprintendenza aveva richiesto nel 2018 notizie sul progetto.

La consigliera Rita Floridia rileva che come gruppi di maggioranza hanno voluto questo consiglio comunale aperto per ascoltare ogni parte ed emerge anche l’esigenza di dover realizzare questi impianti. La presenza dell’impresa e dei tecnici ci hanno confortato sul progetto.

La proposta del sindaco ha sintetizzato la direzione da intraprendere invitando il sindaco Ammatuna a confrontarsi con l’impresa e i tecnici per attenzionare tutti gli aspetti di questa situazione e vedere il da farsi.

A questo punto il presidente Minioto dopo aver ringraziato gli intervenuti scioglie la seduta.

 

 

L’Ufficio Stampa

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