Dibattito sulla sentenza della Corte dei Conti che rigetta il ricorso dell’ente

Approvato a maggioranza il programma triennale delle Opere Pubbliche 2017-2019

Con la presenza in aula del Prof. Antonio Barone, amministrativista e legale dell’ente nel ricorso contro la sentenza di diniego del piano di equilibrio adottato fuori dal termine imposto dalla legge dal consiglio comunale e rigettato dalla sezioni unite della Corte dei Conti, si è aperto un lungo e articolato dibattito che ha fatto seguito alla relazione del professionista che ha illustrato i termini della questione. Successivamente è stato anticipato il punto relativo al Programma triennale delle Opere pubbliche per il triennio 2017-2019; argomento propedeutico alla delibera del bilancio di previsione 2017.

Presenti venti consiglieri il consiglio comunale si apre con alcune comunicazioni del Presidente Garaffa.

Il consigliere Tato Cavallino chiede al sindaco sulle scelte di viabilità fatte a Marina di Modica dove si registrano tra i commercianti dei malumori. Dati alla mano molti commercianti non condividono le decisioni dell’amministrazione. Né si può da parte del comandante della Polizia Locale rispondere a una villeggiante sostenendo che non è di competenza della polizia locale intervenire in spiaggia per evitare che giovani disturbino i bagnanti mentre questi giocano. Bisogna poi vietare la vendita di bevande in bottiglia di vetro o in lattina. Bisogna intervenire con un‘ordinanza.

Il consigliere Andrea Rizza valuta grave il ferimento al polso di un bambino feritosi con il taglio di un collo di bottiglia di vetro rotto.  Un incidente che poteva finire molto male. Denuncia la presenza di vetri rotti nel lungomare di Marina di Modica che sono fonte di pericolo per i bambini e chiede di sapere i tempi urgenti di intervento da parte dell’amministrazione per fronteggiare questa situazione.

Il sindaco replica sostenendo che sulla viabilità c’è stato un incontro tra l’amministrazione comunale e i commercianti di Marina di Modica a far data dall’autunno scorso per programmare la stagione estiva.

Si era concordato che Piazza Mediterraneo e Via Mediterraneo diventassero isola pedonale.

La chiusura di Piazza Mediterraneo era stata valutata sulla scorta dell’esigenza di averla libera per gli spettacoli estivi. Le nuove indicazioni sulla sicurezza, a motivo delle misure antiterroristiche, hanno comportato delle azioni preventive  attesa la massiccia presenza di persone e si è deciso sulla scorta di questo. Marina di Modica registra una maggiore affluenza di giovani che provengono dai centri vicini.

Da giovedì prossimo sino a fine agosto Piazza Mediterraneo diventerà, dalle ore 21.00 in poi, isola pedonale in quanto area destinata agli spettacoli e quindi libera dalle automobili. Questo impone, al di là degli interessi di qualche commerciante, di garantire la sicurezza alla collettività e alla gente che frequenta Marina di Modica.

Quello che accade di notte non può essere controllato dalla Polizia Locale ma bensì dalle forze dell’ordine e su questo versante  ha già preso contatto con i carabinieri e la Polizia. Per quanto concerne la pulizia del parco sarà fatta di mattina e di pomeriggio. Dopo le 23.00 è poi vietata la vendita di bevande in bottiglia. Proporrà un anticipo dell’orario sul divieto di vendita dalle ore 20.00.

Poi c’è un problema di conferimento di questo tipo di rifiuti. Modica ha un tetto di conferimento, come tutti gli altri comuni, e questo è un grande problema.

Il presidente Garaffa introduce il punto relativo alla sentenza n° 19/2017/EL della Corte dei Conti che ha respinto il ricorso dell’amministrazione comunale, avverso alla bocciatura del piano riequilibrio approvato dalla giunta e fatto proprio dal consiglio comunale ma fuori dal termine indicato dalla legge.

In aula è presente il prof. Antonio Barone redattore del ricorso alla Corte della Conti che ha illustrato lo stato dell’arte che vale più di una fredda relazione. Atto che doveva essere depositato così come concordato nel civico consesso.

 Il Comune di Modica ha subito la sentenza n° 70 che nei fatti ha dichiarato il Comune decaduto dalla possibilità di rimodulare il piano.

E’ questo per lo sforamento del termine del 30 settembre da parte del civico consesso. L’ha adottato la Giunta entro quel termine. Come si sa la mancata nomina dei revisori ha determinato questo problema in quanto non c’era alcuna possibilità di fornire parere.

Si tratta del primo caso in Italia relativamente al rapporto tra giunta e consiglio comunale su questo tema.

Non vi erano precedenti. Questo mette in gioco l’autonomia del civico consesso. Ciò non è stato possibile per ragioni di urgenza. Comunque vi è una sintonia di volontà tra Giunta e Consiglio comunale: nessuna elusione c’è stata tra gli organi in quanto non erano in conflitto.

La delibera impugnata dalla Corte è illegittima: c’è una sinergia di vedute tra i due organi a valere sulla loro autonomia di azione garantita dalla Costituzione.

Questo dato non è stato accolto dalle sezioni unite della Corte dei Conti. Nei fatti questa identità di vedute non è stata valutata idonea a superare lo sbarramento del termine del 30 settembre.

Nello stesso momento in cui è rigettato il ricorso con una lettura restrittiva, dall’altro depotenziano il problema. Per la prima volta si scopre che il piano legato al riaccertamento dei residui non è un’operazione obbligatoria. Nella sostanza il richiamo alla soluzione trentennale del debito è fatto salvo. La rimodulazione non era quindi necessaria e bisognerà tenerne conto.

Chiarisce due aspetti tecnici: sulla scorta delle delibere del 2016 scaturiscono due ordinanze del Tar;

il giudice amministrativo ha reso validi gli atti perché ha bloccato le procedure esecutive.

La Corte ha disapplicato questo principio. Può la Corte dei Conti in sede di controllo disapplicare il principio?

La Corte contesta l’urgenza in quanto non c’èra. Il segretario generale in una nota spiega in modo mirabile ciò che è successo. La legge era nei fatti inapplicabile tanto che il legislatore regionale interviene due volte determinando ulteriori ritardi. Il consiglio comunale poi non poteva deliberare entro il 30 settembre perché l’assenza del collegio, che opera per conto esclusivo del civico consesso, non c’era.

L’atto sarebbe stato certamente illegittimo. La giunta deliberando l’ha potuto fare in quanto non ci sono precedenti di giurisprudenza negativi.

Nella dialettica dei rapporti tra giunta e consiglio l’urgenza è sindacabile solo dal civico consesso. Il consiglio ha ratificato la delibera di giunta dichiarando nei fatti l’urgenza e quindi esprimendo il proprio consenso.

Dopo questa sentenza non vi sono conseguenze. Il piano trentennale votato dal consiglio comunale è fatto salvo e la Corte deve tenerne conto. Il legislatore doveva essere più chiaro e mettere ordine su quest’argomento.

La consigliera Ivana Castello non è rimasta di sorpresa rispetto alla decisione della Corte dei Conti in quanto in un’interrogazione aveva precisato che la rimodulazione fuori dal termine era nulla.

Né la giunta poteva sostituirsi al civico consesso. La sentenza n° 70 gli ha dato ragione.

Sottolinea le responsabilità e le incapacità dell’amministrazione che non asseconda le norme.

Basta pensare che non sono state inviate nel tempo previsto le relazioni dei revisori a cominciare dal primo semestre 2016.

Peraltro la Corte dei Conti l’ha fatto rilevare sostenendo che le procedure di nomina del collegio potevano essere anticipate. Cita un altro sollecito sul secondo semestre 2016 fin quando è attivata una nota del magistrato istruttore della Corte dei Conti che denuncia il fatto che non si è stati messi nella condizione di poter verificare se gli obiettivi parziali previsti dal piano di riequilibrio siano stati raggiunti.

Addirittura invita la Guardia di Finanza, legione Sicilia, a fare un accesso agli atti per capire cosa sta accadendo al Comune di Modica in quanto non è stato possibile fare il controllo.

La delibera n° 70 della Corte dei Conti denuncia che l’ente non ha intrapreso le necessarie procedure come ente in pre dissesto.

Per quanto riguarda la dilazione dei trent’anni valuta che il piano di equilibro è un’altra cosa in quanto quello approvato è del 2012. Poi siccome il termine del 30 settembre per rimodulare il piano non è stato rispettato ed essendo questo perentorio l’ente non è più posto nella possibilità di poterlo fare.

La giunta in buona sostanza non poteva adottare l’atto. Il civico consesso può essere d’accordo con la giunta per medesime identità di vedute. Questo si poteva scoprire solo dopo e non prima che il consiglio valuti l’atto per la ratifica. Gli atti di furbizia del sindaco si ripercuotono sulla città.

Il consigliere Giovanni Scucces giudica che si è rimarcata una posizione politica. Nei fatti è stata elusa la funzione di controllo e di vigilanza del consiglio comunale che non è stato posto nella possibilità di potersi esprimere. La giunta si è sostituita all’organo.

Il consigliere Tato Cavallino evidenzia al sindaco l’assenza del segretario generale al quale si connettono le responsabilità di quanto accaduto come l’adozione della delibera in giunta piuttosto che in consiglio.

Chiede al sindaco del come mai dopo avere approvato in giunta il piano non ha avvisato della cosa il giorno dopo il presidente del consiglio comunale per coinvolgere il civico consesso?

Il consigliere Giovanni Spadaro riferisce che ieri il sindaco e l’assessore al bilancio, Enzo Giannone da mesi assente dal consiglio comunale, ieri hanno avuto un’audizione alla Corte dei Conti.

Sono stati espressi forti dubbi da parte del magistrato contabile in ordine al fatto  che il Comune di Modica avesse potuto ripresentare in piano di equilibrio.

Si sono poste riserve sul fatto che rispetto ai quattro milioni e mezzo per Enel ed Eni è stato appostato in bilancio  un milione e mezzo. Poi chiede. Se la Corte dei Conti non dovesse approvare il piano presentato quale sarebbe la sorte della diluzione del debito in trent’anni. La città deve capire cosa sta accadendo.

Il sindaco replica sostenendo che sulla vicenda della rimodulazione fa riferimento al riaccertamento straordinario dei residui che il consiglio ha deciso di spalmare in trent’anni sulla scorta di una decisione del legislatore.

Il piano approvato entro il 31 di maggio nei fatti allinea quello adottato con ritardo.

I provvedimenti sono ancora in essere e restano in campo. La nuova situazione porta beneficio all’ente rispetto al fatto di pagare 4milioni e mezzo per dieci anni oggi sono 2 milioni e mezzo da spalmare in trent’anni. In questo modo il Comune si è allineato agli altri enti alla presenza di un riaccertamento preponderante dei residui attivi rispetto a quelli passivi. La sentenza ha sancito che questo non si potrà essere posto in discussione.

Il sindaco si dichiara tranquillo attesi i provvedimenti che sono stati messi in campo sulla scorta delle indicazioni del legislatore.

Il prof. Antonio Barone rileva che la Corte dei Conti dice una cosa nuova: sul piano trentennale non può entrare nel merito. Controllo limitato al rispetto degli obiettivi parziali.

Ribadisce con atti che tra la giunta e il consiglio comunale c’è stata piena e convinta sinergia, in quanto ha calato nel piano quello che il civico consesso aveva nei fatti deciso.

Registra delle schizofrenie legislative con una serie d’interventi normativi che non hanno aiutato gli enti a orientarsi. Il comune di Modica si trova a vivere una crisi generale che esiste in Italia dove quasi tutti i comuni vanno verso gravi crisi economiche finanziarie.

Il consigliere Giorgio Falco propone al consiglio di anticipare il punto relativo alla proposta di deliberazione sul programma triennale delle Opere Pubbliche per il triennio 2017-2019 e l’elenco annuale dei lavori da realizzare nell’anno 2017. Anticipazione che è accolta dal consiglio.

Relaziona il vice sindaco, Giorgio Linguanti dividendo l’intervento tra le opere che sono in corso d’opera e in appalto e quello che nel breve periodo potrebbero essere appaltati.

In appalto l’adeguamento degli edifici scolastici alle norme di prevenzione antincendio; l’approvvigionamento idrico nel centro urbano di Modica Alta- lavori di completamento e di messa in esercizio dell’impianto-.

Opere in fase di appalto sono: riqualificazione e opere di raccolta e smaltimento di acque bianche delle strade Catanzarello – S.Elena; campo polivalente coperto di Rocciola Scrofani; realizzazione accesso carrabile sulla strada comunale Michelica-Musebbi- Calicantoni verso l’area artigianale riservata al mattatoio comunale.

Opere in corso di approvazione e successiva gara: copertura straordinaria ex Convento Raccomandata.

Opera in fase di esproprio: lavori di costruzione di un’area da destinare il parcheggio la via del laghetto di Marina di Modica – 1° stralcio.

Attraverso l’ausilio di slide l’assessore ai Lavori Pubblici si sofferma sul sistema viario nel centro storico con la individuazione del parcheggio di San Giovanni – progetto definitivo- con un sistema di collegamento, attraverso una scala mobile, con il piazzale Falcone Borsellino che sarà collegato, con una serie di navette, con il parcheggio di Viale Medaglie D’Oro che va riqualificato. Un asse viario che prevede in potenza la pedonalizzazione di buona parte di Corso Umberto.

Il consigliere Andrea Caruso rileva un ritardo del piano triennale sugli interventi in centro storico.

Proprio sul centro storico quest’amministrazione è in ritardo e dove non è stata eseguita alcuna opera pubblica.

Il consigliere Giovanni Scucces chiede che sono letti in consiglio gli emendamenti della commissione urbanistica. Si sta cominciando a programmare ma siamo all’ultimo piano triennale di quest’amministrazione e quindi si è in ritardo.

La PO ai lavori Pubblici, ing. Puccio Patti, dichiara che non ha ricevuto alcun emendamento. Il consigliere Giovanni Scucces valuta che non è compito della commissione far conoscere e trasmettere gli emendamenti alla PO.

Il consigliere Andrea Rizza ritiene che l’analisi vada approfondita su emendamenti in quanto vanno fatte delle verifiche e quindi propone di rinviare il punto.

Il consigliere Luigi Giarratana propone di fare una sospensione e poi si decide.

Alla ripresa dei lavori sono presenti sedici consiglieri. I pareri sugli emendamenti presentati dalla commissione urbanistica sono stati analizzati dalla PO e dai revisori dei conti.

Sul primo emendamento la PO non si esprime nel merito perché si tratta di un atto d’indirizzo di natura amministrativa che non gli compete. Sugli altri il parere è negativo in quanto ci sono opere che si vorrebbero inserire in cui mancano i progetti o preliminari o di fattibilità o in cui manca la copertura finanziaria.

Il consigliere Giovanni Scucces si dispiace del fatto che il confronto in aula non avviene con nessun interlocutore; sulla mancata progettazione sottolinea che ci sono opere realizzate senza alcuna predisposizione di atti.

Prende atto che c’è un piano triennale delle opere pubbliche reale e uno virtuale che è nella mente del sindaco.

Fa riferimento a una strada senza progetto, dove ci sono 52mila euro stanziati per allargare 240 metri lineari senza in assenza di una dichiarazione di trasferimento di terreno da parte dei privati.

Si fa così un’opera pubblica? Per realizzare una strada bisogna attenersi alle regole. In modo arbitrario si decide cosa o non cosa fare.

Ai voti il programma triennale delle Opere Pubbliche per il triennio 2017-2019 e l’elenco annuale dei lavori da realizzare nell’anno 2017 è  votato a maggioranza con dodici voti a favore, uno contrario e tre astenuti.

La seduta del consiglio è rinviata a lunedì 31 luglio ore 19,30

 

 

 

L’Ufficio Stampa

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE