Dibattito sulla delibera della Corte dei Conti sul piano pluriennale Una novità legislativa.

Si potrà rimodulare entro il 31 maggio prossimo

Quasi quattro ore impegnano il consiglio in un articolato, intenso a tratti vivace il dibattito sul piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui alla delibera n° 70/2017 della Corte dei Conti. La novità evidenziata nella relazione introduttiva dell’assessore Enzo Giannone un nuovo provvedimento legislativo che consente al comune di Modica, e agli altri enti che si trovano nelle medesime condizioni, di poter riformulare un nuovo piano di riequilibrio entro il 31 maggio 2017 e nei fatti poter evitare il dissesto.

L’amministrazione comunale intende perseguire, rispetto al mancato apprezzamento dell’ultimo piano di riequilibrio da parte del giudice contabile presentato fuori dal termine previsto e perché adottato dalla giunta che non ne aveva facoltà, un percorso doppio: il ricorso alla delibera della Corte dei Conti e la preparazione di un nuovo piano da approvare in consiglio entro il 31 maggio p.v.

Presenti diciotto consiglieri il presidente del consiglio comunale Garaffa comunica la convocazione di altre sedute del consiglio comunale compreso uno dedicato esclusivamente alla question time; invita poi la prima commissione a riunirsi perché ci sono delibere che giacciono e che attendono il parere. Ricorda poi che giovedì 6 aprile alle 18.30 continuerà il convegno sulle alluvioni.

Il vice presidente Michele Polino chiede al sindaco quando intende pagare gli stipendi agli operatori della Spm visto che da cinque mesi non lo prendono.

Il consigliere Andrea Caruso porta all’attenzione del consiglio la questione relativa al traffico e alle contravvenzioni e al restringimento degli spazi per i parcheggi in centro storico e chiede anche un controllo sull’occupazione degli spazi pubblici da parte degli esercizi commerciali. Questo per capire se si tratta solo di un accanimento contro gli automobilisti.

Il consigliere Giovanni Cappello Rizzarello riprende la questione dell’incompatibilità del presidente a presiedere questa seduta. Il senso di responsabilità che distingue la maggioranza, dichiara, valuta che i lavori vadano avanti anche se rimane ferma in coerenza con quanto detto nella seduta precedente l’attivazione della procedura per avviare l’ atto di sfiducia nei confronti del Presidente Garaffa.

Il consigliere Tato Cavallino pone l’accento sulle interrogazioni, ce ne sono molte rimaste indiscusse, e denuncia l’intolleranza della polizia locale nei confronti degli automobilisti in sosta breve determinando anche le ire dei commercianti.

Denuncia invece la tolleranza riservata ai proprietari dei cani che consentono agli animali di defecare liberamente in centro storico; qui, dice, non c’è alcun controllo.

Il consigliere Giovanni Cappuzzello Rizzarello rileva che le convocazioni del consiglio comunale e gli argomenti da trattare devono passare dalla conferenza dei capigruppo le cui decisioni non sono consequenziali.

Il presidente Garaffa convoca a questo punto una conferenza dei capigruppo per giovedì 6 aprile alle ore 16,30 per affrontare nuovi argomenti da portare nel civico consesso.

L’assessore Pietro Lorefice informa il consiglio che gli operatori della Spm la prossima settimana potrebbero prendere due stipendi.

Al consigliere Caruso risponde dicendo che se c’è ci dovessero essere delle intolleranze, ovviamente accertate, per quanto attiene le soste brevi da parte della polizia locale interverrà.

La carenza di organico nella polizia locale, si è giunti a 34 unità, non consente una servizio adeguato malgrado tutto si riescono a fronteggiare i servizi essenziali compreso quello nelle adiacenze nelle scuole che assorbono molto personale.

Annuncia un parcheggio di otto macchine nei pressi dello stadio comunale “V.Barone” grazie al restringimento della banchina pedonale.

Il presidente introduce l’argomento relativo alla discussione sulla delibera 70/2017 della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio finanziario pluriennale.

L’assessore al Bilancio Enzo Giannone fa alcune precisazioni preliminari.

Sulla delibera Tari e sulla scorta delle domande della consigliera Castello nella seduta scorsa precisa che non si trattava una multa quella a carico dell’ente, ma bensì di un tributo speciale più un’addizionale pari a 570mila euro a motivo della minore produzione di raccolta  differenziata e di maggiore conferimento in discarica.

L’Assessore Enzo Giannone chiarito questo fa una cronistoria dei piani di riequilibrio che si sono succeduti nel tempo con le varie e numerose indicazioni di merito della Corte dei Conti.

Il piano subisce diverse rimodulazioni a partire dalle somme richieste sulla scorta del DL 35.

La nuova amministrazione, in riferimento ad un provvedimento legislativo, ha operato una nuova rimodulazione. E’ il piano adottato nel 2015 per il quale la Corte dei Conti  lo approva anche se con prescrizioni.

A seguito del riaccertamento dei residui precedenti al 2013 è stata data la possibilità agli enti, che registravano un disavanzo, leggasi riaccertamento e debiti fuori bilancio, di poter riformulare un nuovo piano. Il disavanzo di amministrazione accertato  è di quasi 80 milioni, frutto della costituzione del fondo crediti oltre al fatto di avere accantonato un fondo di passività potenziali per dieci milioni di euro. In buona sostanza sono stati corretti tutti i disavanzi di amministrazione presentati.

Si tratta di un disavanzo importante. Gli enti locali hanno  la possibilità di diluirlo in 30 anni. Poi, come si sa, dal luglio del 2016 l’ente si è trovato senza i revisori dei conti.

L’amministrazione in imminenza della scadenza del 30 settembre, data perentoria per adottare il piano pluriennale, l’ ha approvato in giunta il 27 settembre u.s. senza il parere del collegio perché ancora non insediato in quella data ratificandolo in consiglio comunale con il parere dei revisori dei conti il 28 dicembre.

La Corte dei Conti con la delibera n° 70 del 2017 ha preso atto che il termine di approvazione delle delibera da parte del consiglio è tardivo ed essendo perentorio il piano non è stato esaminato atteso che la giunta approvandolo entro il termine previsto non poteva sostituirsi al consiglio; quello stesso consiglio, commenta la Corte dei Conti, che poteva invece  adottarlo, entro i termini, pur in assenza del parere del collegio.

L’Ente si trova con un piano di riequilibrio originario in vita e un altro che secondo il giudice contabile è privo di efficacia.

Quali sono le prospettive dopo la delibera della Corte dei Conti?

L’amministrazione ha già avviato per procedure per opporsi alla delibera della Corte dei Conti.

Ci sono due possibilità a parte il ricorso. Rispettare il piano di equilibrio originario: un obiettivo ambizioso ma sostenibile con un avanzo di sei milioni di euro che si registra oggi anche se si devono fare i conti con gli accertamenti.

Un nuovo intervento legislativo aiuterà sicuramente a rispettare il piano originario.

Sono stati individuati 25 milioni di residui attivi sfruttando la nuova norma (legge 232/2016 art. 1 commi 434 e 435) che dà la possibilità spalmare i residui attivi in trent’anni anni e questo consentirà un risparmio sensibile di interessi che consente di raggiungere l’obiettivo.

Si tratta di una norma che pone come condizione, da parte degli enti locali, la presentazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale o ne hanno conseguito approvazione prima dell’adozione del rendiconto per l’esercizio 2014 e questo consentirà al comune di Modica di poter rimodulare o riformulare il piano entro la data del 31 maggio p.v.

Registra un aumento dei primi tre capitolo di bilancio, un risparmio delle spese per il personale, un incremento delle entrate correnti sui tributi,  ICI e Imu. I conti si stanno rimettendo su una linea migliore per l’ente.

L’assessore Enzo Giannone dà lettura della relazione del segretario generale, Bella, sulla nomina del collegio dei revisori dei conti, avvenuta in ritardo come si sa e alle conseguenze che questo ha determinato sul piano di riequilibrio pluriennale.

La vacatio è stata determinata dalle nuove procedure previste dalla legge regionale, vedi termini di pubblicazione del bando sulla GURS, di nomina voluta dalla legge regionale.

Poi si è verificato a causa di una disfunzione del servizio informatico dell’ente che ha comportato l’adesione di altri candidati al bando e questo ha comportato un ulteriore perdita di tempo.

Il 26 settembre, così, è stata notificata ai tre nominati revisori dei conti la nomina e il loro insediamento è avvenuto il 5 di ottobre 2016.

La nuova legge non impone un termine temporale della nomina del collegio.

La relazione del segretario si allega al comunicato stampa.

Il consigliere Giuseppe Stracquadanio rileva che dalla relazione ha capito poche cose: c’è un disavanzo di 80 milioni di euro. Questa amministrazione è entrata con un disavanzo di 14 milioni di euro. Oggi si registra un incremento delle uscite rispetto alle entrate. Dopo quattro anni c’è un

debito maggiore.

L’assessore Enzo Bonomo precisa che il nuovo disavanzo viene fuori, replicando al consigliere Stracquadanio, dal nuovo regime di contabilità pubblica che prevede nuovi canoni di riferimento. C’è la costituzione di un fondo credito obbligatorio con limiti precisi e il fondi di accantonamento delle passività.

Oggi è stato quantificato in 46 milioni di euro più 11 milioni di euro. Se le nuove regole fossero state adottate per il vecchio piano il disavanzo avrebbe superato gli 80 milioni di euro.

Ritorna, come richiesto dalla consigliera Castello, sulla norma che recita che gli enti che hanno approvato il piano di riequilibrio prima del dicembre del 2014, vale a dire con i residui attivi che derivano da piano di equilibrio, vanno spalmati anch’essi in 30 anni.

I residui cancellati con i due piani, quelli del 2102 e del 2014, sono dell’ordine di 24 milioni di euro che si possono spalmare in trenta anni e quindi si possono recuperare i due terzi di quei 24 milioni di euro. Si possono ritagliare un milione e seicento mila l’euro l’anno per trent’anni.

La consigliera Ivana Castello nel suo intervento torna sulla discussione della Tarsi sostenendo che si tratta di multa e non di tributo speciale perché è il frutto del mancato conferimento della differenziata.

L’amministrazione tenta di attribuire il frutto del disavanzo alla vecchia amministrazione.

Il sindaco Abbate deve porre in essere quelle azioni che fronteggiano il debito ma invece ha peggiorato la situazione finanziaria dell’ente. L’amministrazione Buscema approva un piano di 35 milioni di euro e successivamente l’amministrazione Abbate ne approva un altro e la situazione è fuor di ogni dubbio peggiorata. Basta fare i paragoni tra alcuni indici tra le due amministrazioni.

IMU amministrazione Buscema relative al biennio 2013/2014: 8 milioni e 900mila e 8 milioni e 900mila euro; per l’ Irpef 3 milioni di euro e  3 milioni di euro

Con l’amministrazione Abbate le aliquote sono aumentate e si introducono nel piano altro aumento delle entrate e così sarà per l’anno successivo. Nel 2013 e nel 2014 rispetto agli accertamenti gli incassi sono quasi nulli.

Non si capisce da dove viene la fonte dell’avanzo di amministrazione.

Il fondo dei crediti di esigibilità è stato tra quelli che ha creato  il disavanzo ma non si dice che il fondo ha consentito all’amministrazione di chiudere con 10 milioni di avanzo nel 2013/2014.

Nel 2014 il sindaco Abbate ha ridotto le spese, mancando di menzionare  le somme del personale che è andato in pensione. Sull’Enel si paga il 50 per cento in meno rispetto al previsto in bilancio. Lo stesso è accaduto nel 2015. In due anni si registrano 5 milioni di euro di avanzo che sono relative a spese non pagate.

La Corte dei Conti rileva che il disavanzo è maggiore perché l’avanzo è fittizio.

I fattori di squilibrio per il giudice contabile sono rimasti immutati. Poi sull’asserito miglioramento degli indicatori, almeno quattro, di crisi sono rimasti elusi.

La deliberazione n° 70/2017 della Corte dei Conti ribadisce che la situazione economica dell’ente non è migliorata. Nel 2015 non sono stati raggiunti gli obiettivi rispetto al piano finanziario approvato. E su questo come si crede di poter fronteggiare i nuovi disavanzi ?

Il suo riferimento va ai debiti fuori bilancio e a quelli nei confronti dei debiti  dei fornitori.

La Corte dei Conti con l’ultima delibera non entra nel merito del piano ma fa alcune considerazioni che sono critiche nei confronti dell’andamento finanziario dell’ente come il fatto che questa amministrazione non può andare avanti con questi accertamenti.

Il vice presidente del consiglio comunale Michele Polino valuta che la relazione del segretario generale ha giustificato l’atteggiamento del sindaco e dell’amministrazione e chiede quando è stato approvato il consuntivo 2015 e il previsionale del 2016 adottati con ritardo.

Il consigliere Vito D’Antona rileva che sulla Tari il sindaco aveva sostenuto che il Comune era stato più bravo di tutti. Secondo una ricerca ci sono comuni vicini a Modica con una differenziata superiore al 50 per cento nel 2016. Sono Niscemi, Gela e Butera. Come hanno fatto questi comuni?

Sul piano di equilibrio si dichiara fiducioso. La Corte dei Conti si sa che non ha preso in considerazione il piano perché adottato fuori dai termini peraltro da organo non abilitato. La normativa nuova però viene incontro ai comuni agevolando anche quello di Modica.

Si può sulla scorta di questa norma adottare entro il 31 maggio in consiglio il nuovo piano di riequilibrio. Invita il presidente a sollecitare il via alla procedura che porti entro i due mesi pieni l’adozione del nuovo piano di equilibrio finanziario.

Sul piano politico sbaglia il sindaco rispetto alle decisioni della Corte dei Conti. Leggendo le carte si sa che il consiglio comunale ha competenza esclusiva sull’approvazione del piano e non quello della ratifica di atti di giunta sul piano. Si è trattato di un errore e si deve avere consapevolezza che le norme vanno rispettate. L’errore, in assenza del parere del collegio dei revisori necessario, è stato quello di non aver approvato in civico consesso il piano entro il termine.

La reazione del sindaco fu quella di scaricare sulla vecchia amministrazione il carico dei 78 milioni di euro di disavanzo, il ritardo di nomina dei revisori dei conti non addebitale all’amministrazione, il dissesto guidato del 2012 spostando così l’interesse su altro.

Non ci fu alcun dissesto in quanto la Corte invitò allora il consiglio comunale ad attivare misure correttive. Nel 2012 non ci furono 78milioni di euro di disavanzo. Ma molto meno: 24 milioni più 10 di debiti fuori bilancio.

Il nuovo meccanismo non consente di dare responsabilità alle amministrazioni precedenti.

Invita ancora il sindaco a dedicare la prima ora di ogni giorno ad affrontare la questione finanziaria dell’ente. E’ sbagliato attribuire il ritardo della nomina dei revisori dei conti al consiglio comunale e in particolare ai consiglieri di minoranza. La responsabilità del ritardo non può essere addebitabile al consiglio comunale e alla minoranza e non lo conforta nemmeno la relazione del segretario generale.

I revisori erano scaduti il 25 maggio. Il 7 luglio terminò il regime di proroga.

La corte aveva rilevato gravissime irregolarità come il non aver trasmesso la relazione del collegio relativa alle analisi finanziarie dei primi sei mesi sostenendo che il vecchio collegio era scaduto. L’allora presidente del collegio dr.ssa Aiello come premio è diventata consulente del sindaco e forse senza atto di impegno di spesa determinando così un altro debito fuori bilancio.

Chi ha impedito nel marzo scorso all’amministrazione di avviare le procedure? La Corte dei conti sostiene che si poteva attivare.

Il 19 settembre scorso chi impediva ai revisori dei conti di essere insediati? Solo il 26 settembre sono stati nominati via pec i revisori.

Tutti si sta lavorando per evitare il dissesto. Ci vuole una maggiore attenzione alle formalità che la Corte impone agli enti che sono sotto piano di equilibrio, rispettando soprattutto i termini di adozione dei documenti finanziari.

Con il giudice contabile va fatto un ragionamento quotidiano; sul ricorso va bene se si trova un legale che ci fa vincere. Se si perde la causa le spese sono in capo agli assessori in quanto l’atto del piano è stato adottato dalla giunta dimostrando di aver operato una forzatura normativa.

Non sia insomma a carico dei cittadini il danno per una decisione della giunta.

Auspica un cambio di comportamento da parte dell’amministrazione nell’affrontare la redazione del nuovo piano. Poi rileva che con i fondi del decreto 35 (64 milioni di euro) sono stati anche impiegati nel 2014 e nel 2015 per spese correnti e poi per la restituzione è saltata la cassa dell’ente.

Il consigliere Tato Cavallino registra un minimo di ottimismo nelle previsioni visto che non si parla più di dissesto. Il piano predisposto dall’amministrazione Buscema non è stato mai bocciato; poi la nuova amministrazione l’ha rimodulato e quindi approvato.

Afferma che il nuovo regime contabile ha messo in difficoltà gli enti. Con l’amministrazione Buscema non si riusciva ad amministrare perché si viveva in emergenza e con una massa di creditori quotidianamente alla porta a bussare per soldi, ma si è evitato il dissesto.

Il sindaco Abbate ha ereditato 65 milioni di euro che in buona parte sono stati utili a fronteggiare una gran massa di debito. Per quanto attiene la problematica dei revisori dei conti ci si poteva pensare alla nomina qualche mese prima. Auspica che si possa vincere il ricorso contro la delibera della Corte dei Conti e comunque c’è un’altra possibilità per poter andare avanti.

Auspica, sulla scorta delle esperienze del passato vedi adozione in giunta della rimodulazione del piano, un migliore rapporto tra amministrazione e consiglio comunale. Ci sono argomenti dove non c’è una divisione tra gli organi. Tutti insieme si deve collaborare nell’interesse della città.

Chiede una riunione dei capigruppo aperta all’amministrazione e ai revisori dei conti per capire l’entità del debito derivante da disavanzo.

Il consigliere Andrea Rizza chiede chiarimenti sulla relazione della Corte dei Conti sulla scorta della relazione dell’assessore al Bilancio Enzo Giannone e chiede come ha fatto lo stesso a tranquillizzarci in soli quindici giorni al fine di superare la questione. Poi chiede se il ricorso poi viene rigettato quali sono le azioni che verranno fatte e i tempi che dovranno essere rispettati.

Nella delibera del giudice contabile si rileva che il sindaco scarica le responsabilità sulla precedente amministrazione e sostiene che gli uffici siano stati riorganizzati.

Il consigliere Rizza denuncia invece il fatto che il settore ragioneria è stato del tutto smantellato. Grave poi indicare le responsabilità degli uffici per giustificare questo stato di cose.

Il consigliere Luigi Giarratana sottolinea che di multa non si è trattato ma di tributo speciale per mancato conferimento. Gli accertamenti sui tributi poi viene fatto dalla PO e ciò negli anni passati non accadeva. Questa giunta ha approvato bilanci con capitoli accertati e sottoscritti dalle PO. Prende atto dell’ottimismo dichiarato dalle opposizioni rispetto al piano di equilibrio e auspica un successo al ricorso. Sui 64 milioni del DL 35 di euro sono stati pagati debiti pregressi e non si potevano usare per spese correnti in quanto si trattava di somme vincolate.

La consigliere Ivana Castello intende smentire il collega Giarratana sul fatto che questa amministrazione ha invece operato accertamenti fittizzi e non realistici: basta verificare come nell’arco di 24 ore l’amministrazione Abbate per IMU e tasse ha operato sbalzi di somme notevoli.

Con il DL 35 sono stati pagati i debiti pregressi e questo ha consentito di pagare con le entrate normali le spese correnti.

Il consigliere Luigi Giarratana precisa che la Tasi ha un aliquota fissa, nel 2012 c’è stato un balzo in avanti che si è ripercossa nel 2013.

Il consigliere Giovanni Spadaro sottolinea che nessun tono trionfalistico registra da parte della minoranza sul mancato esame del piano da parte della Corte dei Conti così come affermato in un comunicato stampa del sindaco.

Alla luce del dibattito non è così. I 64 milioni di euro sono serviti a pagare i debiti pregressi; la precedente amministrazione che non ha potuto godere di questo beneficio si trovava ad essere assalita dai vari creditori. L’importante è oggi di evitare il dissesto dell’ente.

Il presidente Garaffa metterà in scaletta una riunione dei capigruppo per affrontare al questione del debito come richiesto dal consigliere Cavallino; in ordine all’auspicata collaborazione il presidente Garaffa sostiene che ha dimostrato di averlo fatto in occasione della preparazione della delibera relativa all’adozione delle nuove aliquote che dovevano essere approvate, malgrado il ritardo, entro il 31 marzo u.s.

Sulla rimodulazione del piano di equilibrio entro il 31 maggio p.v. spera che l’amministrazione si muova immediatamente e porti presto gli atti in consiglio comunale in tempi utili.

Per rimettere l’ordine in consiglio comunale, il presidente sospende il consiglio per qualche minuto.

All’appello sono presenti sedici consiglieri la seduta riprende con la replica dell’assessore al Bilancio Enzo Giannone sottolineando che le entrate non sono fittizie e gli accertamenti sono riferibili a dati reali. Per quanto riguarda il DL 35 tutte le somme erano state messe in un primo momento in un unico conto. Solo dopo qualche mese furono poste in conti diversi.

Il sindaco Abbate nella replica ringrazia parte dell’opposizione che ha fatto un ragionamento costruttivo; ringrazia il suo assessore per la chiarezza con la quale ha illustrato la situazione contabile del comune e quanto l’amministrazione vuole mettere in campo in ordine alla rimodulazione del piano.

Annuncia la praticabilità sia del ricorso che quello di sfruttare la nuova normativa che consentirà di guadagnare risorse.

Chiarisce che l’amministrazione Buscema ha avuto le sue difficoltà e non ha sostenuto che la responsabilità di quanto accaduto sia di quella giunta. E’ un fardello che parte decenni fa.

Al 31 dicembre del 2012 c’era un disavanzo di 24 euro, 11 milioni di euro di debiti fuori bilancio.

Il fondo di dubbia esigibilità non c’era così come un riesame degli accertamenti dei residui e ancora il debito di 22 milioni di Enel e c’era un residuo di poco superiore a undici milioni di euro.

Ci si è ritrovati un fardello di dodici milioni di euro con la Regione siciliana che si trattiene ogni anno le somme che l’ente gli deve.

Oggi nelle gare partecipano molte imprese perché è cambiata l’immagine; bisogna continuare a dare fiducia ai cittadini. La città riemergerà ne ha tutte le possibilità.

Un assessore venuto da fuori non faceva neanche le fatture per il consumo dell’acqua: quel residuo nel consuntivo del 2012 è stato cancellato da questa amministrazione.

Il consuntivo 2008 ha fatto emergere 21 milioni di euro di disavanzo. Oggi si parla di un Comune, rispetto a quegli anni, migliore a voler fare paragoni.

La realtà è questa e alle persone non si possono raccontare cose diverse.

I 64 milioni di euro del DL 35 era la cifra che indicava il debito complessivo dell’ente nel 2012.

Sulla delibera della Corte dei Conti contesta non la parte contabile ma la legittimità di un atto.

Vedremo chi avrà sbagliato sulla scorta del ricorso che sarà presentato.

Auspica che questa difficoltà attuale possa essere superata.

A questo punto chiuso il dibattito la seduta del consiglio viene aggiornata a mercoledì 26 aprile alle ore 19,30.

 

 

 

 

L’Ufficio Stampa

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